giovedì, ottobre 03, 2013

Sii una diva.


Ho deciso. Non lascerò che quest'oggi passi come ieri. 
Un risveglio intenso, un po' fastidioso e noncurante. 
Ho passato quasi due ore a girare random in Internet, cercando qualcosa di interessante, ma niente ha colpito la mia attenzione. Per cui, devo darmi da fare. 
Mi aspetta una luuunga doccia bollente, un'ora dedicata solo a me stessa. 
Un po' di cure amorevoli sono meglio di qualsiasi psicologo.
L'atmosfera la fuori è ancora grigia e fredda, e ciò non fa altro che aumentare la mia tentazione di rimanere nel mio pigiama antistupro e buttarmi a letto a guardare cazzate in TV. 
Le mie gambe sono ancora di "gelatina". Ieri mi sono fatta parecchi chilometri in bicicletta, mi serviva un po' d'aria fresca nei polmoni ormai marci di fumo. 
Vorrei andare dal parrucchiere, dovrei decolorare anche la ricrescita, anche se quest'effetto rude mi piace un casino. E poi, dovrei resistere. La voglia di prendere la macchinetta e rasarmi mi assale ogni volta che mi guardo allo specchio, ma sto giro voglio farli arrivare fino al mento. Non per estetica, ma non voglio avere quelle fitte da freddo quest'inverno. 
Oggi voglio essere grande, figa e importante. Proverò a trasformare questo ranocchio in una bel bocconcino. 
Facciamo finta, almeno per un giorno, di essere delle vere dive. 
Ogni tanto ce lo meritiamo.

Baci, 
Gabriélle

mercoledì, ottobre 02, 2013

Introduzione alla psicoanalisi, lezione 2 - parte 1 Gli atti mancati

LEZIONE 2 – PARTE 1

Per iniziare la seconda lezione, e soprattutto per comprendere meglio la psicoanalisi, Freud non usa un presupposto, bensì inizia una specie di indagine su alcuni fenomeni molto frequenti e conosciuti, ai quali ci facciamo poco caso. Questi fenomeni non hanno niente a che fare con le malattie, in quanto si possono osservare in ogni persona sana. Si tratta dei cosiddetti “atti mancati”. Vediamo subito degli esempi.
LAPSUS VERBALE -  Si presenta quando si vuole dire una cosa e al suo posto se ne dice un’altra;
LAPSUS DI LETTERA - Si presenta quando si vuole scrivere una cosa e al suo posto se ne scrive un’altra, oppure quando si legge in un foglio stampato o un manoscritto qualcosa di diverso da quello che vi è scritto;
LAPSUS DI ASCOLTO - Si presenta quando si ode in modo errato qualcosa che viene detto;

Altri fenomeni del genere hanno come base una dimenticanza temporanea, ossia quando non si ricorda un nome che si riconosce regolarmente oppure quando si dimentica di attuare un proposito si cui più tardi ci si ricorda, quindi dimenticato solo per un determinato momento.

Una terza serie di fenomeni vengono connessi a determinati errori che dipendono in parte dalla temporaneità, ad esempio: quando per un certo periodo si crede qualcosa che prima o poi scopriamo differente, oppure quando si tratta di smarrire/perdere un oggetto.

Questi fenomeni sono quasi tutti irrilevanti; nella maggior parte dei casi sono privi di significato per la vita degli uomini. Solo raramente, uno di essi, come appunto la perdita di un oggetto, assume una certa importanza. E’ proprio per questo che gli atti mancati suscitano così poca attenzione.

Nella psicoanalisi la materia di osservazione di solito è costituita dai fatti poco appariscenti che le altre scienze mettono da parte, catalogando come troppo insignificanti. Certo, ci si potrebbe dedicare allo studio di argomenti più rilevanti che potrebbero risolvere grandi problemi, però non bisogna confondere la vastità dei problemi con la vistosità degli indizi. Ci sono cose importantissime che in determinate condizioni e in determinati momenti possono tradirsi tramite indizi lievi. Un semplice esempio: da quali minuscoli indizi si deduce di aver acquistato la simpatia di una persona? Di certo non ci si aspetta un’esplicita dichiarazione d’amore, “ma basta uno sguardo che altri difficilmente noterebbero, un movimento fugace, il prolungarsi per un secondo di una stretta di mano”.


Non sottovalutiamo quindi i piccoli indizi perché forse a partire da essi sarà possibile trovarsi sulle tracce di qualcosa di più grande. Quando si apre un’indagine, e se lo si fa senza ipotesi o aspettative preconcette, se si ha fortuna, anche da un lavoro così privo di pretese può avere origine l’appiglio allo studio dei grandi problemi, e questo grazie al collegamento che unisce tutto con tutto, anche il piccolo col grande.

venerdì, settembre 27, 2013

Freud, Introduzione alla psicoanalisi, lezione 1


Nell'introduzione alla psicoanalisi, Freud parte dal presupposto che noi siamo delle persone nuove nel campo, per cui ci tratta come se avessimo bisogno di una prima informazione riguardante la psicoanalisi.


Per capire meglio il concetto, ci viene fatto subito un esempio:

  1. In altri ambiti, come la medicina, quando ad un malato viene sottoposta una nuova tecnica medica, è comune svalutare al paziente gli inconvenienti e rassicurarlo con promesse circa i risultati del trattamento, a scopo di aumentare le probabilità di successo.
  2. Quando però in trattamento psicoanalitico si prende un nevrotico, le cose vanno diversamente. Gli vengono esposti la difficoltà del metodo, la lunga durata, gli sforzi e i sacrifici che si dovranno pagare, e per quanto spetti i risultati gli viene detto che non ci sono promesse certe e che il tutto dipende dal suo comportamento, dalla sua comprensione, docilità e stabilità.


Il metodo di insegnamento nella psicoanalisi è però un po' più complicato a differenza della medicina in cui si è abituati a vedere il paziente con con tutti i suoi sintomi, in quanto nella psicoanalisi "[...] non si procede a nient'altro che a uno scambio di parole tra l'analizzato e il medico. Il paziente parla, racconta di esperienze passate e di impressioni presenti, si lamenta, ammette i propri desideri e impulsi emotivi. Il medico ascolta, cerca di dare un indirizzo ai processi di pensiero del paziente, lo esorta, sospinge la sua attenzione verso determinate direzioni, gli fornisce alcuni chiarimenti e osserva le reazioni di comprensione o di rifiuto che in tal modo suscita nel malato." 

" Originariamente le parole erano magie e, ancora oggi, la parola ha conservato molto del suo antico potere magico. Con le parole un uomo può rendere felice l'altro o spingerlo alla disperazione, con le parole l'insegnante trasmette il suo sapere agli allievi, con le parole l'oratore trascina con sé l'uditorio e ne determina i giudizi e le decisioni. Le parole suscitano affetti e sono il mezzo comune con il quale gli uomini si influenzano tra loro. "

Quindi, nella psicoanalisi, non va sottovalutato l'uso delle parole, e bisogna essere soddisfatti se ci viene data l'opportunità di ascoltare le parole che si scambiano l'analista e il suo paziente. Ora sembra tutto più facile, ma nemmeno questo ci è possibile in quanto il trattamento psicoanalitico non ammette ascoltatori e non si presta a dimostrazioni. Si potrebbe esporre un paziente agli studenti, ma non saranno possibili conclusioni in quanto, quest'ultimo, non potrà fare altro che esporre i suoi sintomi e le sue pene. C'è bisogno di un legame emotivo con l'analista affinché il paziente possa parlare della sua parte intima. Non potendo quindi assistere ad un trattamento psicoanalitico possiamo solo sentirne parlare e farne conoscenza per "sentito dire". La formazione di un giudizio dipende dalla fiducia che prestiamo all'informatore.

" Ora avete il diritto di domandare: se non esiste alcuna convalida oggettiva della psicoanalisi e alcuna possibilità di dimostrarne l'attendibilità, come si può mai apprenderla e convincersi della verità delle sue affermazioni? "

Per imparare al meglio la psicoanalisi bisogna iniziare uno studio della propria personalità. Non si parla di auto-osservazione, ma in caso di necessità si può far ricorso. Perchè? C'è una serie di fenomeni psichici molto comuni e noti universalmente che possono essere fatti oggetto di analisi in noi stessi. Anche questa via però ha i suoi limiti, e in questo caso si va avanti in fretta se ci facciamo analizzare da un analista esperto perchè ci può aiutare a capire le più sottili regole tecniche del procedimento. "Quest'ottimo metodo, naturalmente, è accessibile sempre soltanto a una persona per volta, mai a un intero corso."

Con la psicoanalisi si spera di scoprire il terreno comune tra il disturbo fisico e quello psichico, e perché questo avvenga, deve stare lontana da ogni ipotesi di natura anatomica e deve operare esclusivamente con concetti di natura psicologica.

Le due affermazioni della psicoanalisi sono:

  1. I processi psichici sono di per sé inconsci; di tutta la vita psichica sono consce soltanto alcune parti e alcune azioni singole. L'ammissione di processi psichici inconsci ci apre un nuovo orientamento nel mondo e nella scienza. 
  2. I moti pulsionali, i quali non possono essere chiamati che sessuali, hanno una grandissima parte non apprezzata a sufficienza nella determinazione delle malattie nervose e mentali, e forniscono un contributo da non sottovalutare. Questi impulsi vengono però sublimati dalla società che li vede come una minaccia alla civiltà e il ritorno alle mete originarie. "La società fa quindi diventare non vero ciò che è spiacevole, contesta le verità della psicoanalisi con argomenti logici e obiettivi, ma scaturiti da fonti affettive, e, trasformandole in pregiudizi, mantiene salde queste obiezioni contro ogni tentativo di confutazione."

NOTE:
Fonti: Sigmund Freud, Introduzione alla psicoanalisi (1915-1917)
Non posso fare altro che ringraziare di cuore Daniele Nicolucci per gli utili consigli. http://nicolucci.eu/

Ho iniziato a leggere Sigmund Freud

Al giorno d'oggi viviamo con la convinzione di sapere tutto quanto sulla nostra persona, di conoscere a fondo la nostra mente, mentre in realtà viviamo dietro ad una porta non semplicemente chiusa, ma sbarrata dalla ottusaggine dalla società. 
Da un paio di anni il mio interesse verso la psicologia e la psicoanalisi, detta anche psicologia del profondo, aumenta soprattutto nei momenti di solitudine in cui la mente inizia a liberarsi e ha bisogno di risposte a domande importanti. Così, ieri sera, ho deciso di buttarmi del tutto dentro a questo mondo, e provare a darmi delle risposte leggendo Freud.
Come si usa, ho iniziato proprio dal principio, ossia dall' Introduzione alla psicoanalisi, un'opera di Freud, in cui lui tiene delle lezioni partendo da presupposti basilari. Infatti, nella prima lezione, chiamata appunto Introduzione, ci tratta "come se non ne sapeste nulla e aveste bisogno di una prima informazione".

Per ora, mi fermo anche io con l'introduzione, perchè mi piacerebbe farvi un riassunto e dire la mia su ognuna di queste lezioni, man mano che vado avanti con la loro lettura.
Spero di avervi incuriosito abbastanza, per cui mi auguro che voi iniziate a seguire questi piccoli "saggi" che farò. 

Vi auguro una buonissima giornata, 
Gabriélle

giovedì, settembre 26, 2013

Ma fashion blogger de cosa?!

Basta! Non è la prima volta che mi capita di girare per Blogger alla ricerca di blog interessanti, o comunque che rispecchino il mio modo di vedere le cose, e non è appunto la prima volta in cui mi imbratto in pseudo-fashion blogger che collaborano con chissà chi mentre in realtà di moda non capiscono proprio un cavolo! Ma non te vergogni a chiamare le Slingback - Mary Jane? Ma credi di uscire da una maison du mode quando scambi una clutch per una flap?
Diiio! Poi quei fottutissimi "outfit" che creano a caso! Della serie: i pantaloni del pigiama diventano leggings da mettere con le Louboutin, magari abbiniamo una camicia aztec print, una piccola borsa, preferibile la clutch, e tanti accessori...ed ecco l'outfit! Ma boh, io mi chiedo, perchè cazzo di imbratti in argomenti dei quali non ne capisci una minchia?!
Il mio consiglio, da ragazza 20enne che vive sulla Terra, è smetterla di fare le cretine e capire bene quali sono i propri interessi, onde evitare figure di merda del genere!

Scusate il mio sfogo, ma era più forte di me!
Gabriélle

"Evito di sognare. Ogni volta che ci provo, mi sveglio sbattendo sul comodino."

Quando ero piccola i miei sogni erano pochi, ma ben precisi. E non volevo diventare una principessa, non volevo fare la dottoressa ed aiutare la gente malata, ma dentro di me bolliva il bisogno di essere diversa. Ed è stato proprio li che mi sono fregata. Giustamente anche io avevo i miei amici con i quali giocavo dalla mattina alla sera,  avevo una vita sociale regolare, ma quando rimanevo da sola, la mia mente bruciava dalla voglia di trovarsi in mezzo alle nuvole, al bordo di un aereo militare. Sì, ecco, questo è stato il mio sogno in primis: fare il pilota d'aerei nell'aeronautica militare. Tant'è che finite le scuole medie avevo fatto richiesta d'iscrizione al Lindbergh Flying School a Verona. Dopo pochi giorni la mia richiesta però è stata rifiutata. Mi sono sentita come se fossi stata uno specchio appena rotto. Stavo cercando ogni mio riflesso, ogni parte di me per ricompormi e continuare a guardare dentro me stessa per cercare un altro sogno. Nel frattempo, mi sono iscritta ad un Istituto Tecnino Linguistico, ed è stato uno dei più grandi sbagli della mia vita, perchè stavo iniziando a nutrire interesse verso un altro futuro, medico legale o comunque da scienziato forense. Alla fine dell'anno scolastico, l'unico debito che avevo era in tedesco, una lingua che odio, e così, sono stata bocciata. Mi sono rimboccata un'altra volta le maniche e mi sono iscritta ad un'altra scuola. L'amavo! Finalmente i miei voti non scendevano sotto l'8 e avevo delle compagne adorabili. Ma presto, il Comune di Verona ha deciso di chiudere quella scuola, in quanto non era Statale. Così, stavo rinunciando obbligatoriamente ad un altro sogno, mentre siamo state spostate in un'altra scuola che nessuna di noi gradiva. Le persone erano diverse, gli insegnanti non ci capivano, niente non andava bene.
Quello che voglio dire, in sostanza, è che c'è bisogno di continuità, di coraggio e di fortuna per realizzare i propri sogni. L'altra parte di me, ha fatto un errore imperdonabile: dopo parecchie cadute ha rinunciato a tutto.

mercoledì, settembre 25, 2013

AL CULMINE DELLA DISPERAZIONE

" Avete mai provato la bestiale e stupefacente soddisfazione di guardarvi in uno specchio dopo innumerevoli notti bianche? Avete mai subìto la tortura dell'insonnia, quando si avverte ogni istante della notte, quando esistete solo voi al mondo, e il vostro dramma diventa il più importante della storia, di una storia ormai svuotata di senso, e che neppure più esiste, giacché sentite levarsi in voi le fiamme più spaventose, e la vostra esistenza vi appare come unica e sola in un mondo nato soltanto per portare a termine la vostra agonia – avete conosciuto questi innumerevoli momenti, infiniti come la sofferenza, per vedere poi riflessa, quando vi guardate, l'immagine del grottesco? "
Emil Cioran - Al culmine della disperazione  

Questa sera sono pensierosa. Stavo dando un'occhiata ad una mia vecchia agenda, ed ho trovato questa piccola parte di un  libro di Cioran. E' il mio saggista/filoso preferito. Mi piace il modo in cui vedeva le cose, e riusciva con semplicità a descrivere la brutalità di ogni cosa. Infine, questo piccolo pezzo, descrive alla perfezione l'insonnia, i pensieri che ci passano per la testa, la nostra visione del mondo in quei momenti. Perfezione